CHI SONO
So cosa vuol dire partire da lontano.
Per questo non credo nelle scorciatoie.
BIOLOGO NUTRIZIONISTA • PERSONAL TRAINER • ISTRUTTORE DI ARRAMPICATA • AUTORE E DIVULGATORE
Da bambino ero obeso, impacciato e molto insicuro di me.
A nove anni ho scoperto le arti marziali, e da lì non mi sono più fermato: prima la disciplina orientale, poi la montagna e l’arrampicata. Entrambe mi hanno insegnato che si sale un passo alla volta, che la tenacia conta più del talento e che, spesso, i risultati arrivano quando hai smesso di inseguirli.
Nel 2008, dopo la laurea, ho applicato questo approccio alla nutrizione, aiutando in maniera spontanea un amico a perdere peso. La mia professione era già nata, ma l’avrei ufficializzata nel 2009, dopo l’esame di Stato.
Sempre coerente con i miei valori, ho lasciato da parte collaborazioni e opportunità che non sposavano la mia filosofia o la mia etica professionale, convinto che le promesse troppo belle per essere vere, le scorciatoie e le diete alla moda facciano solo perdere tempo.
Dopo oltre quindici anni di attività e migliaia di persone seguite, credo ancora di più nei percorsi graduali, dove il valore non sta solo nel traguardo, ma in ciò che conquisti lungo la strada.
AL FIANCO DEI MIEI PAZIENTI
PIANI NUTRIZIONALI ELABORATI
A CASTELFRANCO DI SOTTO (PI) E A DISTANZA
CHI SONO
• BIOLOGO NUTRIZIONISTA
• PERSONAL TRAINER
• ISTRUTTORE DI ARRAMPICATA
• AUTORE E DIVULGATORE
Da bambino ero obeso, impacciato e molto insicuro di me.
A nove anni ho scoperto le arti marziali, e da lì non mi sono più fermato: prima la disciplina orientale, poi la montagna e l’arrampicata. Entrambe mi hanno insegnato che si sale un passo alla volta, che la tenacia conta più del talento e che, spesso, i risultati arrivano quando hai smesso di inseguirli.
Nel 2008, dopo la laurea, ho applicato questo approccio alla nutrizione, aiutando in maniera spontanea un amico a perdere peso. La mia professione era già nata, ma l’avrei ufficializzata nel 2009, dopo l’esame di Stato.
Sempre coerente con i miei valori, ho lasciato da parte collaborazioni e opportunità che non sposavano la mia filosofia o la mia etica professionale, convinto che le promesse troppo belle per essere vere, le scorciatoie e le diete alla moda facciano solo perdere tempo.
Dopo oltre quindici anni di attività e migliaia di persone seguite, credo ancora di più nei percorsi graduali, dove il valore non sta solo nel traguardo, ma in ciò che conquisti lungo la strada.
AL FIANCO DEI MIEI PAZIENTI
PIANI NUTRIZIONALI ELABORATI
A CASTELFRANCO DI SOTTO (PI) E A DISTANZA
Quello che i titoli non ti dicono di me
Il mio modo di lavorare non viene soltanto da quello che ho studiato, ma anche dalle esperienze che ho fatto e dalle passioni che continuo a coltivare.
Perché al di là dei titoli c’è sempre una persona, con la sua storia.
La mia comincia in un parchetto di paese…
Come il ferro e la seta
…Avevo nove anni quando un gruppetto di bulli trovò diletto nel farmi suonare le orecchie. E mentre tornavo a casa, più ferito nello spirito che nel mio impacciato corpo, decisi che un giorno avrei reso loro la cortesia.
Da lì la mia pratica del kung fu diventò assidua e nel giro di qualche anno persi interesse per i bulli, trovando in me stesso l’avversario più temibile, l’unico che conoscesse davvero le mie debolezze.
Con la gradualità che solo il tempo e la costanza possono dare, ho imparato che per raggiungere un obiettivo dobbiamo dare valore a ogni passo e guardare più lontano, al punto che l’obiettivo stesso si perde in un orizzonte più ampio.
Duro e tenace come il ferro, morbido come la seta. Questo binomio trovato nella pratica delle discipline orientali torna nel mio lavoro, dove metodo e flessibilità fanno del piano alimentare qualcosa che si adatta davvero alla vita di ognuno.
Lo specchio di roccia
Non è difficile capire perché la montagna mi abbia chiamato.
Ancora una volta sensi, percezione, ascolto, respiro: il Kung Fu e il Taijiquan tornavano in altre forme. Quasi fossero materializzati nell’ambiente.
Quello stesso cammino interiore, fatto di tecniche e movimenti, risuonava nell’incanto dei sentieri.
Non saprei dire come mi sia ritrovato appeso con una corda a una parete di roccia, ma dopo la prima volta ne sono rimasto completamente stregato.
Il tatto, i profumi, il rumore del vento. Nell’ascesa entri in uno stato quasi meditativo: più sali, più scendi dentro di te. Ogni volta è come trovarsi davanti a uno specchio fatto di roccia, che riflette le tue fragilità, paure e limiti. Ma attraverso cui vedi anche i progressi. Affascinante metafora della vita e della crescita, dove è necessario orchestrare bene tante capacità per andare avanti ed evolversi.
E in questo non ci sono scorciatoie. La montagna lo insegna: si segue il sentiero, non ci si muove a caso. Le scorciatoie sono pericolose, soprattutto se le imbocchi senza una guida.
Un po’ come con le diete.
- La montagna e la nutrizione si incontrano anche nel mio libro, Pane e Roccia (Versante Sud). Scoprilo qui
C'era una volta un pezzo di legno...
Probabilmente mi piacciono le cose complesse. Ma penso siano anche quelle che, una volta imparate, ti lasciano qualcosa che resta davvero tuo.
Amo lavorare il legno, soprattutto di recupero, e realizzare oggetti che durano nel tempo.
Trattare con il legno è come trattare con le persone: va capito e preso nel verso giusto. È un materiale “vivo” con il quale devi familiarizzare. E ogni tipo di legno è diverso, ha un suo carattere e delle proprie necessità.
Anche un piano alimentare, per me, si costruisce così: prima conoscendo la persona, poi scegliendo forma, tempi e strumenti.
Tra le note e le diete
Il dialogo con quella parte profonda di me, che si è mostrata più volte sorda alle parole, non è avvenuto sAolo nella ricerca del movimento, ma anche attraverso il suono.
Come quello di un respiro che anima un tubo di ottone.
Suono il sassofono e il pianoforte, da appassionato, e per anni ho suonato dal vivo: dal rock al blues, passando per la disco anni ‘70, fino al liscio.
Conosco le dinamiche della notte, i locali, le uscite con gli amici.
Per questo, quando lavoro con i ragazzi, non mi attengo a teorie che fallirebbero nella vita reale: do loro consigli che funzionano anche il sabato sera.
La musica è un altro veicolo del mio viaggio interiore, che percorro oggi come in passato, consapevole di quanta strada ci sia ancora da fare, ma entusiasta di ogni passo.
Perché ogni passo ti porta avanti. Anche quelli indietro.
Da grande voglio fare il bambino
Non sarò stato l’Uomo Ragno più elegante, ma il giorno della mia laurea specialistica ero sicuramente l’unico in facoltà.
Tengo tantissimo al bambino che è in me e cerco di proteggerlo dagli attacchi della vita “da grandi”. Non è sempre facile, motivo per cui ogni tanto ci vuole qualche buon fumetto o cartone animato. Forse è anche per questo che con i bambini mi capisco al volo.
Lo ritengo un vantaggio professionale, perché mi aiuta ad abbattere le barriere tra me e i piccoli pazienti, entrando meglio in contatto con loro senza però perdere l’autorevolezza della mia figura.
- Solo un nutrizionista che resta bambino poteva creare il progetto Dottor Biagio. Scoprilo qui.