BAMBINI E FAMIGLIE
Educare al cibo.
Senza trasformarlo in un campo di battaglia.
Seguo bambine e bambini dai 6 anni, insieme alle loro famiglie, con un approccio che non passa da divieti e porzioni da finire, ma da esperienze nuove e positive con il cibo.
Ti riconosci in queste scene?
Il piatto che torna indietro quasi intatto, la battaglia che ricomincia ogni sera, il bambino che mangia solo due o tre cose, o al contrario, quello che non riesce a smettere.
Se sei qui, probabilmente conosci già queste situazioni. E sai quanto possono diventare pesanti, per lui e per te.
I bambini non cambiano seguendo le regole. Cambiano registrando nuovi ricordi.
Non è un capriccio, ma un ricordo da riscrivere.
Quando un bambino rifiuta un alimento, quasi mai il problema è il cibo in sé.
È il ricordo che quel cibo porta con sé: tensione, pressione, un conflitto vissuto a tavola. Oppure, semplicemente, l’assenza di qualsiasi esperienza positiva legata a quell’alimento.
I bambini non cambiano le loro abitudini seguendo le regole. Le cambiano quando registrano nuovi ricordi: momenti piacevoli, incontri con il cibo che non hanno niente a che fare con l’obbligo di mangiarlo.
Come lavoriamo insieme
Quando serve, lavoro insieme al pediatra e, se il rapporto con il cibo è particolarmente difficile, insieme allo psicologo.
Prima visita con la famiglia
Il bambino viene sempre con un genitore. Parliamo delle abitudini di casa, dei pasti, dei gusti e di cosa rende difficile la tavola.
Un piano per tutta la famiglia
Indicazioni pratiche e attività da fare insieme, perché le abitudini dei bambini si costruiscono a casa, con chi mangia con loro.
Controlli periodici
Per vedere cosa sta funzionando e fare il passo successivo.
Per vedere cosa sta funzionando e fare il passo successivo.
In studio o online
Con WhatsApp per i dubbi tra un incontro e l’altro.
Con WhatsApp per i dubbi tra un incontro e l’altro.
IL METODO REC by Dottor Biagio®
Due significati, un solo metodo
REC sta per Riscrittura Emotiva sul Cibo. Ma REC significa anche quello che conosci già: registrare.
Ogni incontro positivo tra tuo figlio e un alimento è una registrazione: una nuova scena nel film che porta dentro di sé, un ricordo che sostituisce, lentamente e senza pressione, quello precedente.
Non si tratta di convincere il bambino a mangiare. Si tratta di girare insieme un film diverso.
Quando il cibo diventa una fatica
Ogni bambino è diverso, ma a tavola alcune situazioni tornano spesso:
Quando mangia sempre le stesse cose
Accetta pochi alimenti “sicuri” e rifiuta tutto ciò che è nuovo, per colore, consistenza o odore. Ogni pasto diventa una trattativa.
Quando si perde a metà pasto
Inizia a mangiare, poi si distrae. Il pasto si allunga, la fame passa, il piatto resta mezzo pieno.
Quando mangia senza fame
Mangia per noia, stress o abitudine, usando il cibo per sentirsi meglio, spesso imitando senza accorgersene gli adulti intorno a lui.
Queste situazioni possono sovrapporsi. E in tutti i casi la soluzione non è insistere di più: è registrare esperienze diverse.
Come funziona il Metodo REC
Gli studi mostrano che un bambino può avere bisogno di incontrare un alimento nuovo anche 10-15 volte prima di assaggiarlo spontaneamente. Ogni incontro conta: in una storia, in una canzone, in un gioco, nel piatto in tavola, anche se non viene toccato.
Il personaggio di Dottor Biagio non è solo intrattenimento: è il modo in cui queste registrazioni avvengono in modo naturale, senza che il bambino si senta “educato”.
Il percorso si sviluppa in cinque fasi:
- Esposizione emotiva: il bambino incontra l’alimento nelle storie e nelle canzoni, senza aspettative.
- Presenza tranquilla: l’alimento è in tavola, senza pressioni. La familiarità cresce.
- Coinvolgimento attivo: lo tocca, lo annusa, aiuta a prepararlo.
- Assaggio spontaneo: arriva da solo, quando le esperienze positive sono abbastanza.
- Consolidamento: la ripetizione trasforma il nuovo ricordo in abitudine.
Il ruolo del genitore cambia: da controllore di cosa mangia il figlio a co-regista del nuovo film.
Cosa il Metodo REC non fa
Non divide il cibo in “buono” e “cattivo”.
Non usa il cibo come premio o punizione.
Non promette risultati in una settimana.
Nelle scuole
Con il progetto Dottor Biagio® porto l’educazione alimentare nelle scuole dell’infanzia e primarie: storie, giochi, laboratori e ricette per avvicinare bambine e bambini al cibo in modo positivo, insieme a insegnanti e famiglie.
Facciamo il primo passo insieme
Parlami della vostra situazione: in una chiamata gratuita capiamo insieme se e come posso aiutarvi.