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| ) Tv cattiva maestra a tavola |
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| Mercoledì 26 Maggio 2010 09:11 |
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In Italia, i bambini che guardano la tv sono indotti a mangiare qualcosa ogni cinque minuti. A calcolarlo è una ricerca condotta commissionata da Coop e condotta dal dipartimento di Scienze dell'educazione Università di Roma Tre in collaborazione con l'Osservatorio di Pavia. Lo studio ha preso in esame gli annunci di prodotti alimentari trasmessi dalle tv di 11 paesi europei nella fascia dalle 16 alle 19, in media la più seguita dal pubblico più giovane. Ne risulta che i bambini sono vittime di un bombardamento che gli autori della ricerca definiscono "immenso": chi guarda in media di tre ore di televisione al giorno, si legge nella relazione finale "viene raggiunto da novanta sollecitazioni a ingerire cibo, bevande o farmaci, nonostante una norma che vieta di interrompere i programmi per bambini con la pubblicità. La dimensione del fenomeno è tale da influire in maniera significativa sull'educazione alimentare, anche se la pubblicità non ha il fine di insegnare ma di vendere". In quanto ad affollamento pubblicitario l'Italia è seconda soltanto alla Polonia ma fanno pensare esempi come quello della Svezia, dove i passaggi pubblicitari di prodotti alimentari contati dai ricercatori nelle due settimane di rilevamento sono stati appena 58 (contro i 1.256 del nostro paese). Se poi l'analisi viene ristretta alle sole tv pubbliche, il confronto diventa ancora più stridente: in Svezia, Norvegia e Gran Bretagna non sono previste inserzioni pubblicitarie nei programmi pomeridiani; Rai Uno invece ha trasmesso nel periodo considerato 176 spot alimentari, tredici in meno della rete spagnola TVE1 e duecento in meno della polacca TVP1. Infine, colpisce la rarefazione di spot dedicati a cibi sani o diete bilanciate: in Italia non superano il 10% delle pubblicità di alimenti e solo le promozioni di yogurt e cereali risultano spesso associate a una comunicazione che sottolinea gli effetti benefici e salutari. |
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