|
) Semina di ogm in Veneto senza autorizzazione |
|
|
|
|
Mercoledì 26 Maggio 2010 09:10 |
|
Riesplode la polemica tra favorevoli e contrari all'uso di sementi ogm in agricoltura. Ad accendere la provocazione è Futuragra, associazione di imprenditori che si batte per l'introduzione delle biotecnologie in agricoltura: nelle settimane scorse alcuni suoi iscritti avrebbero avviato una coltivazione di mais ogm in un piccolo campo di circa tre ettari a Vivaro, in provincia di Pordenone, sfidando i divieti attualmente in vigore nel nostro paese. "Nell'illegalità è il governo italiano" è la risposta che i vertici di Futuragra hanno affidato alle agenzie di stampa "perché non ha mai risposto alle nostre istanze. Noi abbiamo applicato il principio del silenzio-assenso". Il decreto legislativo 212 del 2001, infatti, subordina a un'autorizzazione speciale del ministero delle Politiche Agricole e Forestali l'impiego di sementi ogm. A gennaio, tuttavia, una sentenza del Consiglio di stato aveva imposto al dicastero il via libera entro 90 giorni a tutte le sementi transgeniche iscritte nel catalogo comune. Se l'iniziativa di Futuragra mirava a riaccendere i riflettori sulle biotecnologie agricole, l'obiettivo è stato raggiunto. Ambientalisti e avversari degli Ogm si sono rischierati a favore dei divieti, difesi anche da una cinquantina di associazioni del mondo agricolo. Invariata anche la posizione della Regione Veneto: «Gli agricoltori che nel Friuli Venezia Giulia decidessero di impiantare coltivazioni ogm» ha ricordato l'assessore alle Politiche agricole, Claudio Violino «incorrerebbero in pesanti sanzioni, dall'ammenda fino a 50 mila euro all'arresto, con pene da sei mesi a tre anni». La Commissione europea, ha concluso Violino, si dovrà esprimere sul principio della coesistenza di colture geneticamente modificate e tradizionali. Finché la materia non sarà chiarita definitivamente, il quadro normativo rimane invariato.
|